il futuro è negli occhi di chi guarda

il futuro è negli occhi di chi guarda

A Roma, il futuro non è un’ipotesi, ma un movimento continuo: un corpo che attraversa il presente e lo trasforma mentre accade. Arriva comunque, anche quando i sostegni istituzionali vengono meno. Arriva grazie agli artisti che lo generano, al pubblico che lo riconosce e lo sostiene, e a una rete di collaboratori che continua a credere in un progetto dedicato con coerenza e radicalità all’arte.

Dal 17 maggio all’11 ottobre 2026 torna FUTURO ROMA, festival di danza e cultura contemporanea diretto da Alessia Gatta in sinergia con l’ideatore Alessandro Longobardi, Direttore Artistico del Teatro Brancaccio e dello Spazio Diamante. Un progetto che lavora sul presente non come astrazione, ma come materia viva, sociale e condivisa, in cui il corpo diventa strumento di relazione, ascolto e trasformazione.

Il festival si sviluppa come un organismo in evoluzione, attraversando luoghi, linguaggi e pubblici diversi. La danza non viene intesa come forma chiusa, ma come pratica che unisce, include e crea prossimità, diventando una possibile forma di cura nel tempo presente.

La programmazione segue due direzioni principali: nel mese di maggio il festival si concentra sui giovani artisti, sulla sperimentazione e sulla contaminazione dei linguaggi, privilegiando processi aperti e forme ibride; nel mese di ottobre, invece, lo sguardo si rivolge a compagnie e percorsi più consolidati, offrendo spazio a una ricerca artistica maturata nel tempo.

Il cuore dell’edizione è il weekend intensivo “1m3 – a dance weekend in Rome”, in programma dal 29 al 31 maggio negli spazi di BrancaccioDanza. Si tratta di tre giornate immersive dedicate alla ricerca coreografica e al corpo come luogo di sperimentazione, guidate da Alessia Gatta insieme ai danzatori Vanessa Guidolin, Daniele Toti e all’artista e performer Viola Pantano, durante le quali si approfondisce il linguaggio della compagnia Ritmi Sotterranei. Il percorso si sviluppa come un laboratorio vivo e a numero limitato, che culmina in una restituzione pubblica.

All’interno di queste giornate si inserisce anche la Experimental Battle del 29 maggio, un momento di confronto e selezione che offre a dieci danzatori l’accesso a una residenza artistica con Giulia Alvear Calderon, che apre la serata con un proprio lavoro. Il giorno seguente i partecipanti daranno vita a una creazione originale, frutto di un processo intensivo e collettivo.

Il 31 maggio, al Teatro Brancaccino, va in scena “Te quiero” con le coreografie di Luca Scaduto, danzatore del Ballet du Grand Théâtre de Genève. Lo spettacolo è un debutto ed è una creazione realizzata per il programma W.O.M. – International Dance Training di BrancaccioDanza. In questo lavoro il desiderio non è una dichiarazione, ma una condizione che attraversa il corpo, ne modifica la percezione e lo spazio, restituendo una scrittura coreografica sospesa tra impulso e resistenza.

Il festival prosegue il 14 giugno al Palazzo delle Esposizioni con Dance Well, pratica artistica inclusiva che apre la danza a comunità e corpi diversi, e il 20 giugno ad Alatri, dove lo spazio pubblico accoglie “PUPI” di Francesco Gammino e “Welcome to Reality”, anteprima della compagnia Ritmi Sotterranei, in un dialogo diretto con il territorio e la sua comunità.

Dopo la pausa estiva, FUTURO ROMA riprende nel mese di ottobre con una programmazione dedicata alla scena contemporanea e a compagnie dal percorso consolidato. Con SìR – Sharing in Roma, il festival si trasforma in piattaforma di incontro e scambio tra professionisti, attivando reti e visioni condivise. Allo Spazio Diamante si alternano lavori che attraversano estetiche e provenienze differenti: “X” di Olimpia Fortuni, “Panta Rhei” di Petranura Danza e “Welcome to Reality” della compagnia Ritmi Sotterranei, insieme al debutto della nuova creazione di KODANCE/&KO.

L’11 ottobre il festival si chiude con un momento speciale: il concerto di lancio di “Shaking the Blue” della vocalist e compositrice Marta Capponi, seguito dal closing party, in un passaggio che segna al tempo stesso la fine e la riattivazione del percorso.

FUTURO ROMA si estende anche oltre gli spazi teatrali attraverso incursioni urbane, azioni performative e contenuti digitali pensati per i social, costruendo una narrazione diffusa e accessibile, capace di raggiungere pubblici differenti.

Perché il futuro, in fondo, non è qualcosa che si attende.
È qualcosa che si costruisce, insieme.

A Roma, il futuro non è un’ipotesi, ma un movimento continuo: un corpo che attraversa il presente e lo trasforma mentre accade. Arriva comunque, anche quando i sostegni istituzionali vengono meno. Arriva grazie agli artisti che lo generano, al pubblico che lo riconosce e lo sostiene, e a una rete di collaboratori che continua a credere in un progetto dedicato con coerenza e radicalità all’arte.

Dal 17 maggio all’11 ottobre 2026 torna FUTURO ROMA, festival di danza e cultura contemporanea diretto da Alessia Gatta in sinergia con l’ideatore Alessandro Longobardi, Direttore Artistico del Teatro Brancaccio e dello Spazio Diamante. Un progetto che lavora sul presente non come astrazione, ma come materia viva, sociale e condivisa, in cui il corpo diventa strumento di relazione, ascolto e trasformazione.

Il festival si sviluppa come un organismo in evoluzione, attraversando luoghi, linguaggi e pubblici diversi. La danza non viene intesa come forma chiusa, ma come pratica che unisce, include e crea prossimità, diventando una possibile forma di cura nel tempo presente.

La programmazione segue due direzioni principali: nel mese di maggio il festival si concentra sui giovani artisti, sulla sperimentazione e sulla contaminazione dei linguaggi, privilegiando processi aperti e forme ibride; nel mese di ottobre, invece, lo sguardo si rivolge a compagnie e percorsi più consolidati, offrendo spazio a una ricerca artistica maturata nel tempo.

Il cuore dell’edizione è il weekend intensivo “1m3 – a dance weekend in Rome”, in programma dal 29 al 31 maggio negli spazi di BrancaccioDanza. Si tratta di tre giornate immersive dedicate alla ricerca coreografica e al corpo come luogo di sperimentazione, guidate da Alessia Gatta insieme ai danzatori Vanessa Guidolin, Daniele Toti e all’artista e performer Viola Pantano, durante le quali si approfondisce il linguaggio della compagnia Ritmi Sotterranei. Il percorso si sviluppa come un laboratorio vivo e a numero limitato, che culmina in una restituzione pubblica.

All’interno di queste giornate si inserisce anche la Experimental Battle del 29 maggio, un momento di confronto e selezione che offre a dieci danzatori l’accesso a una residenza artistica con Giulia Alvear Calderon, che apre la serata con un proprio lavoro. Il giorno seguente i partecipanti daranno vita a una creazione originale, frutto di un processo intensivo e collettivo.

Il 31 maggio, al Teatro Brancaccino, va in scena “Te quiero” con le coreografie di Luca Scaduto, danzatore del Ballet du Grand Théâtre de Genève. Lo spettacolo è un debutto ed è una creazione realizzata per il programma W.O.M. – International Dance Training di BrancaccioDanza. In questo lavoro il desiderio non è una dichiarazione, ma una condizione che attraversa il corpo, ne modifica la percezione e lo spazio, restituendo una scrittura coreografica sospesa tra impulso e resistenza.

Il festival prosegue il 14 giugno al Palazzo delle Esposizioni con Dance Well, pratica artistica inclusiva che apre la danza a comunità e corpi diversi, e il 20 giugno ad Alatri, dove lo spazio pubblico accoglie “PUPI” di Francesco Gammino e “Welcome to Reality”, anteprima della compagnia Ritmi Sotterranei, in un dialogo diretto con il territorio e la sua comunità.

Dopo la pausa estiva, FUTURO ROMA riprende nel mese di ottobre con una programmazione dedicata alla scena contemporanea e a compagnie dal percorso consolidato. Con SìR – Sharing in Roma, il festival si trasforma in piattaforma di incontro e scambio tra professionisti, attivando reti e visioni condivise. Allo Spazio Diamante si alternano lavori che attraversano estetiche e provenienze differenti: “X” di Olimpia Fortuni, “Panta Rhei” di Petranura Danza e “Welcome to Reality” della compagnia Ritmi Sotterranei, insieme al debutto della nuova creazione di KODANCE/&KO.

L’11 ottobre il festival si chiude con un momento speciale: il concerto di lancio di “Shaking the Blue” della vocalist e compositrice Marta Capponi, seguito dal closing party, in un passaggio che segna al tempo stesso la fine e la riattivazione del percorso.

FUTURO ROMA si estende anche oltre gli spazi teatrali attraverso incursioni urbane, azioni performative e contenuti digitali pensati per i social, costruendo una narrazione diffusa e accessibile, capace di raggiungere pubblici differenti.

Perché il futuro, in fondo, non è qualcosa che si attende.
È qualcosa che si costruisce, insieme.

We belive in

futuredancearttalk

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Alessandro Longobardi

Direttore Artistico Teatro Brancaccio

Alessia Gatta

Direttrice Artistica Futuro Roma – Festival Internazionale di Danza e Cultura Contemporanea

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Direttrice Artistica Futuro Roma – Festival Internazionale di Danza e Cultura Contemporanea

Alessandro Longobardi

Direttore Artistico Teatro Brancaccio